Ridefinizione dell’organizzazione aziendale degli enti di assistenza sanitaria

Dopo l’emanazione dalla delibera di giunta regionale n. 68 del 18.06.2013, che ha provveduto a normare le schede di dotazione ospedaliera e territoriale, è stata inoltrata ai direttori generali delle a.u.l.s.s. ed aziende ospedaliere del Veneto, la deliberazione di giunta regionale n. 975 del 18.06.2013, che definisce le linee guida per la predisposizione del nuovo atto aziendale, per l’organizzazione del dipartimento di prevenzione e del distretto socio – sanitario, sempre in attuazione della recente legge regionale n. 23 del 29.06.2012 (approvazione del nuovo p.s.s.r. 2012 – 2016). Si tratta di un atto fondamentale del governo regionale per la ridefinizione dell’organizzazione aziendale degli enti di assistenza sanitaria, che va a completare il quadro di riferimento entro il quale dovrà muoversi la programmazione regionale nei prossimi anni.

E’ un provvedimento abbastanza complesso ed articolato che sembra non rivestire a prima vista e nell’immediato particolari novità per il semplice cittadino, in quanto porta cambiamenti strutturali sull’organizzazione dei servizi erogati alla popolazione con manovre ed aggiustamenti per lo più “interni” volti ancora una volta ad ottimizzare l’organico dirigenziale e l’assetto strutturale delle attività non ospedaliere delle aziende sanitarie.

E’ comunque scontato che con tali nuovi assetti organizzativi qualcosa si sarà costretti a modificare anche a livello di servizi alla cittadinanza, in quanto il principio ispiratore della regolamentazione è pur sempre il d. l. n .95 del 06.07.2012, meglio noto con il termine “spending review” o molto più italianamente “revisione della spesa pubblica”.

Il provvedimento regionale presenta “l’amputazione” di alcune unità operative complesse (primariati) sia nell’area della prevenzione che nell’area distretto motivate forse dal fatto dell’esiguo numero di abitanti della nostra azienda sanitaria rispetto a quanto previsto dal nuovo p.s.s.r. 2012 – 2016.

Per quanto concerne l’aspetto della ricaduta pratica viene pubblicata una griglia a cui attenersi nella stesura del nuovo atto aziendale che dovrà avvenire obbligatoriamente entro il 31.08.2013, riservando successivamente alla giunta regionale i successivi 60 giorni per l’approvazione definitiva.

Il dipartimento distretto viene a perdere tre apicalità (infanzia – adolescenza – famiglia, cure palliative, farmacia territoriale ed attività specialistica) e in esso a vengono a confluire anche i dipartimenti di salute mentale e delle dipendenze, oltrechè le cure primarie e tutta l’area più tipicamente sanitaria (medicina e pediatria di  base, specialistica, farmaceutica territoriale).

Viene riconosciuta una sola unità operativa complessa del ser.t. (servizio territoriale per le dipendenze), e viene creata l’unità operativa delle professioni sanitarie.

Importanti novità anche nel dipartimento di prevenzione dove viene persa l’unità operativa complessa di medicina legale, del s.i.a.n. (servizio igiene alimenti e nutrizione), e da definire l’assetto dei servizi veterinari (attualmente sono divisi in tre unità operative complesse) ne dovrebbe restare una.

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«Bisogna non fare troppo la predica, perché non serve a niente. Dobbiamo insegnare la capacità di dare qualcosa agli altri e di entrare in dialogo con tutti»

Carlo Maria Martini

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